Italia – un anno dopo

EDIT: è la nona volta che modifico questo post, non sarà mai come le prime otto.
Il 27 agosto ho compiuto un anno dal mio ritorno (:() in Italia.
Un anno di Italia. Speravo di riuscire nella mia impresa, ma giustamente i bravi imprenditori italiani pensavano solo al loro fabbisogno giornaliero di €, chissenefotte se un italiano da sfruttare (gratis pure) si presenta ad ottobre in gelateria, a stagione conclusa. Fortuna che son riuscito a trovare un accordo per questa stagione. Che a breve finirà, quindi ancora incerto il futuro. Ma la cosa che mi preme di più è che in un anno d’Italia sia stato solo a Londra 5 giorni, lo scorso ottobre, e che il viaggio successivo sarà un anno dopo. I soldi contano, eccome!
Giusto la notte prima ho sognato di aver successo in Australia, ma non come gelatiere, bensì come giocare di footie, IO! 😀
Ho fatto molte scelte, soprattutto quelle linguistiche, chi se lo sognava nel viaggio di ritorno che potessi studiare cinese e spagnolo contemporaneamente?! Nessuno credo! E più passava il tempo e più volevo altro, come girare il mondo, parlare miliardi di lingue ma senza soldi ed altro tempo non si fa nulla. Ma non c’è problema, sono molto paziente, so che prima o poi otterrò tutto ciò che voglio!

obbiettivo cinese

Ma come? Non eri tornato in Italia per fare il gelatiere? Si certo, ma ho trovato qualche problemino economico per corsi o presunti tali e ho deciso di salire a Londra a cercare fortuna. Due giorni prima però ho trovato una gelateria che era interessata, ma “ne riparliamo quando torni”. Già. Ennesima bufala. Volevano solo 2000€ per le loro ricette e ” perchè sai, puoi aprirmi di fronte in futuro”. Me: “no, non hai capito un cazzo nulla, io in Italia non ci rimango, figurati ad aprirti una gelateria di fronte e con la tua ricetta coi gelati che fanno schifo“.
A Londra son tornato con il cuore e la mente soddisfatti per la breve vacanza, ma col portafogli e il fegato un pò meno. Dettagli. Ma non solo, son sceso con GTA V. Mi misi in testa di prendere delle decisioni solamente a gioco finito. Così cinque giorni dopo mi trovai di fronte ad un bivio con più biforcazioni:
– Londra, con un’ipotesi di un corso da croupier
– Corso nella gelateria con pessimi gelati
– Andare in Spagna o Germania ad imparare la lingua sul campo
– Altri corsi di gelateria ultra costosi

Cosa scelsi? Continue reading

perchè ho deciso di tornare in Italia

Ammetto di non aver mantenuto i pensieri che feci quasi un anno fa. Il restare 2 o 4 anni in Oceania. Ma a mia discolpa dico che in Australia è quasi impossibile non cambiare idea. Io poi lo facevo di continuo. Un giorno volevo andare e il giorno dopo restare. Qualche minuto dopo invece volevo imparare il cinese. L’ora successiva continuavo a confezionare le cipolle.
Ritornato a Sydney dopo la crociera e l’ulteriore giro turistico del New South Wales, non sapevo cosa fare, se provare a cercare lavoro e quindi continuare con le vecchie ambizioni oppure cambiare drasticamente rotta e programmare il mio futuro in modo da cercare di rimanere in Australia a vita. Posso dire con certezza che non ho trovato un’australiana da sposare. Peccato!
Ma la mia testa ha in serbo una pazzia per me, ovvero un trip ad Hong Kong. Là faccio il colloquio per poter lavorare a Disneyworld Orlando, Florida. L’azienda che si occupava del recruiting era francese ma i colloqui finali sarebbero stati (per gli italiani) a Milano. Causa tatuaggio alla base del collo che non si vedrebbe con la camicia da lavoro nè si vede con una comoda t-shirt, ma per la recruiter sì, non passo le selezioni, in quanto, secondo quanto detto da lei, in Florida ci sono regole molto restrittive per chi lavora nel Food&Beverage.
Ebbene sì, posso dire di aver avuto un colloquio con una compagnia francese per un lavoro negli USA mentre ero in vacanza ad Hong Kong ma vivevo in Australia. Continue reading

trip #7: Mantova & Milano

Stessa settimana ma a spezzoni. Ovvero sono andato prima a Mantova con un’amica ed ex-collega del lavoro a trovare un altro ex-collega che ci ha ospitato. Anche qui grosse risate come ai vecchi tempi e ricordi su ricordi. Buon cibo e vino. Eh si, mi aspetta un tempo indeterminato fuori dall’Italia, è giusto far scorte di cibo, dato che conosco in parte i gusti anglosassoni e so per sicuro che dimagrirò senza troppi problemi. Un giro per la città che ha dato i natali a Virgilio non poteva mancare. Devo dar a Virgilio ciò che è di Virgilio, Mantova è una piccola ma graziosa provincia. E io che speravo di trovare la ragazza con cui passai qualche sera a Riccione da ragazzino. E’ proprio vero che le Mantovane sono delle gran ragazze in cucina (ok, non era proprio così), tra i tortelli di zucca, la torta Sbrisola e un Lambrusco niente male. E’ anche vero che abbiamo mangiato in un ristorante cinese che ci ricordava un bistrò eporediese (di Ivrea – Torino) che eravamo soliti frequentare quando eravamo a lavoro.

Giorni dopo sono andato a Milano per una toccata e fuga a salutare gli ultimi 2 amici “del mare”, parte ormai della famiglia del Camping di Viserba che si tornava a creare ogni estate in quel di Rimini. Anche in quell’occasione rivedere i compagni di mille (dis)avventure è stato bellissimo e toccante. Ne ho approfittato per conoscere una ragazza conosciuta su un forum italiano sull’Australia e con la quale mi son accordato per la partenza. O meglio, l’arrivo. Sicuramente una conoscenza down under non potrà guastare. Simpatica e pazza come me. Bene. Non potevo chiedere di meglio!

trip #5: Rimini & Bologna

Prima di partire per l’Australia non potevo non passare per il luogo dove ho passato più estati in assoluto: Rimini. Ritornare là in pieno autunno e vedere che il bagno a Viserba, dove passavo i miei pomeriggi giocando a calcio da piccolo e a carte da più grande, era solo sabbia mi ha rattristato leggermente perchè mi ero perso l’ultima estate dato che ero a Londra ma mi ha fatto ritornare in mente tutti i bei ricordi e i magnifici amici che ho fatto. Sul cellulare quando ero un pò più giovane si potevano riconoscere grazie al suffisso “mare” o “Viserba”. Bei momenti! Nei 3 giorni complessivi sono stato in discoteca, grazie ad un pullman pieno di bimbiminchia che urlavano e fumavano e non so per quale grazia divina tutta quella gente sia ancora viva. Ricordo che ero molto ma molto arrabbiato ma per fortuna la serata, un vinello scrauso e soprattutto la compagnia hanno aiutato a migliorare la serata. Ho beccato poi un altro amico che ho conosciuto a Londra (quindi il giro dei best era finito) e la serata altri amici di vecchia data. Tutti che mi chiedevano di Londra e dell’Australia e tutti con il “beato te che vai via”.

Purtroppo anche qui il tempo è passato e ho deciso di fermarmi una notte a Bologna in modo da poter salutare altri amici “del mare” che non vedevo da un annetto. Come sentirsi a casa praticamente, che bello!!

trip #4: Firenze & Pisa

Dopo aver lasciato la capitale con Italo e le sue hostess strafighe raggiungo il capoluogo toscano dove mi attendono due amici che ho conosciuto a Londra e risate su risate. La città la vediamo più o meno tutta e non so per quale motivo ma mi ha colpito più di Roma, di una bellezza improponibile. Per fortuna non avevo ancora giocato ad Assassin’s Creed II così non mi sono rovinato la sorpresa. Anzi, lo comprerò solamente per vedere cosa si sono inventati gli sviluppatori. Un ricordo indelebile, a parte gli amici e il tempo trascorso con loro, va a Ponte Vecchio e alla bistecca fiorentina che mi sono fagocitato, oltre alla camminata di circa 2 ore fatta per tornare a casa dal ristorante a casa della mia amica, in stato allegro che solo un buon vino toscano può far venire.

Duomo di Firenze

Prima di ripartire per Torino, ci stava una toccata e fuga a Pisa per vedere lei, la Torre e piazza dei Miracoli, non lontana, per fortuna, dalla fermata del treno. Le solite foto ignoranti simpatiche da turista non sono mancate: io che tengo la Torre, io storto come la Torre e io ancora che tengo la Torre. Ne abbiamo approfittato per fare qualche chiacchiera in inglese con qualche straniera o giapponese con le sue 10 Canon. Si, se ne aveva 1 sola non bastava la memoria espandibile. No, non poteva avere più memorie. Aver diverse macchine fotografiche faceva più giapponese.
Piazza dei Miracoli, Pisa

Ps: purtroppo per Torino ho dovuto prendere un Regionale della Trenitalia. Inutile dire che era in ritardo e che non c’erano le hostess fighe.

trip #3: Roma

Alla modica età di 23 anni, compiuti da un mese e mezzo, ho deciso di andar a vedere la capitale italiana. Già, il mio esser non ci era mai andato. Nemmeno in gita o per sbaglio. Si, perchè capita ogni tanto farsi quei 700 km per sbaglio. Chi non l’ha mai fatto. Io. Prima d’ora. Ma non è stato appunto uno sbaglio. Era una cosa voluta. Ho chiesto alla mia amica tedesca di fornirmi il nome dell’ostello nel quale ha soggiornato quando era stata a Roma e devo dire che mi son trovato bene anche se era la mia prima esperienza. La parte che mi ha fatto amare l’ostello ed esser ancora più felice della mia decisione di viaggiare è stato un signore polacco sulla cinquantina che appena rientrato alle 3 mi ha chiesto di svegliarlo alle 7 perchè doveva prendere il volo che lo riportasse in Canada (si, era un polacco-canadese) alle 9, ma era troppo ubriaco per svegliarsi. Come se lui fosse stato l’unico allegro alle 3 di notte rientrato da poco. Pff. In quei 3 giorni che ho trascorso a Roma oltre a fare il classico turista con cartina ho rivisto un amico che ho conosciuto a Londra e rivisto la mia amica che è fissata come me con l’Australia e conosciuto una sua simpatica amica.

Ecco qui la mia meravigliosa cartina e i posti che ho giapponesamente visitato:
rome turistic guide

Che dire, Roma è semplicemente stupenda e piena di turisti. Mi sembrava di esser tornato a Londra da quanto era piena di stranieri. Vedere il Colosseo e la Fontana di Trevi da così vicino è stata un’emozione unica. Consiglio vivamente di vederla!!Coliseum

Trevi Fountain