trip #17: Beijing

Il volo per Londra è andato nella norma, BA ne sa parecchie. Nell’attesa delle 4 orette di coincidenza ho deciso di mangiare da Wagamama ad Heathrow e mi son fatto il mio primo ramen della vita, buonissimo! Peccato solo facesse un caldo infernale e giustamente io scelgo il ramen solo per provarlo, pazienza se è bollente.

Ci si imbarca nuovamente, prendo posizione lato finestrino per ammirare il panorama. Non l’avessi mai fatto! Gli spagnoli accanto a me hanno dormito tutto il viaggio e in 13 ore di volo son andato in bagno solo una volta perché non volevo svegliarli, si lo so son proprio stupido. Infatti al ritorno lato corridoio tutta la vita! Tanto parto a mezzanotte! Fortuna che mi son visto 4 film, serie tv e sentito un po’ di musica.
Una volta atterrato mi rendo effettivamente che non capisco una beneamata cippa, va bene che ho studiato cinese sulla carta ma l’ascolto fa pena a dir poco. Da buon giramondo riesco a ritirare il bagaglio ed addirittura cambiare terminal grazie allo shuttle bus, ma ci ha messo tipo 15 minuti, non è grande l’aeroporto di Beijing, noooooo.

Aspetto le mie due orette e qualche minuto di ritardo in più l’arrivo della mia amica cantonese. Quanto gaudio🙂 dopodiché ci guido verso la femata della metro che ci porta in centro. La tratta dall’aeroporto a Dongzhimen (东直门) è di 25元, invece ogni singola tratta di metro è di 2元, i bus invece 1, ma se si possiede la Yikatong, ovvero carta dei trasporti di Beijing, viene ridotta fino a 40角 ovvero 0,40元. La carta ha un deposito di circa 20元 che si può riavere indietro al momento di lasciar la città e l’importo minimo della prima ricarica è di altrettanti 20元. Io personalmente le tengo tutte perché posson servire in futuro😉
Da inesperto e non conoscente della lingua cinese ho ipotizzato grazie a Google Maps (prima ancora di partire per la Cina) che la strada migliore per arrivare al Jade International Hostel (si anche se sui siti come agoda e booking dava Hotel) fosse quella di arrivare in metro sino a Dengshikou (灯市口) e poi camminare 20 minuti, ma solo dopo che siamo arrivati a destinazione abbiamo scoperto che si fa prima ad arrivare a Tiananmen East (天安门东) e da lì prender il bus numero 2 per 4 fermate (circa 5 minuti) e per i famosi 0,40元 e poi fare 40 m per arrivare nel nostro rifugio.
L’hotel non era malaccio, l’unico problema è stato che non ci hanno cambiato le lenzuola dopo nessuna delle 5 notti e una volta non hanno nemmeno cambiato i teli per la doccia e asciugamani. Lo staff parlava poco inglese e preferiva parlare con la mia compagna occhi mandorlata.
Il primo giorno lo si passa in hotel per recuperare le ore del fuso e si esce la sera per mangiare un boccone dalle parti di Wangfujing (王府井), via della moda e del commercio, bella movimentata e tappa obbligatoria nel night market, prima nella parte del cibo dove si griglia di tutto e di più e potevo provare il ragno o gli scorpioncini fritti ma non ce la facevo, poi mi son deciso ma non abbiam avuto l’occasione e ho rimandato speranzoso a Shanghai; poi nelle viuzze delle paccottaglie o cinesate, ma bello da vedersi.
Giorno dopo siam andati in Piazza Tiananmen (天安门). Ci siam diretti verso la Città Proibita, l’attrazione più turistica di Beijing, dopo aver fatto un bel po’ di coda, vabbe dai, è domenica, normale, certo che se fossimo andati il giorno dopo..avremmo trovato chiuso!! Ebbene si, il lunedì è chiuso.. fiuuu.. abbiam pagato anche per andar a veder la Porta Tiananmen, carina, il biglietto non è costato granché (15元) e son riuscire a far foto al resto della piazza e anche all’interno del Gate, i cinesi facevano foto anche se ripresi in un angolo dove c’era il divieto. Ps: bisogna lasciar gli zaini in una sorte di cloakroom, a pagamento anche questa!
io a TiananmenTiananmen Gate
Stavamo per addentrarci nella Città Proibita ma abbiam chiesto se potevo portar dentro lo zaino o dovevo prenderlo al ritorno, no guarda che c’è da camminare per km, conviene lo prenda ora, perché non si può nemmeno tornare indietro! Ovviamente si paga anche qua, prima cosa obbligatoria da pagare per visitare il tutto, a soli 60元, furbi sti cinesi! Da qua in poi si entra nel cuore vero e proprio, un sacco di edifici come il Taihedian, Zhonghedian e compagnia bella. Bellisssimo tutto quanto, non fosse per la calca di gente che si ammassava davanti ad ogni porta e mi arrabbiavo perché erano delle bestie nell’intrufolarsi e nel togliersi spingendo ovunque, io infatti mi son accontentato di far le foto da leggermente indietro o di lato, non ce la si poteva fare sennò. Giunti in prossimità dell’uscita dopo 3 orette abbondanti ci riposiamo un attimo e poi appena messo piede fuori veniamo assaliti da gente che ci vuol vendere dei tour a 200元 a testa, compreso pranzo. Facendosi dei conti con la guida di Pechino che aveva portato la mia 女朋友 conveniva di gran lunga il treno o ancor di più il bus, qui di ringraziamo dopo che continuavano ad insistere.
Attraversiamo la strada ci dirigiamo verso Jingshan Park, a pagamento ovvio, ma anche qui ragionabile, non siamo entrati perché volevo andar al parco vicino, il Beihai Park. Nella strada riesco ad ordinare un tè verde in bottiglia ad un chiosco, il tipo mi ha capito e la mia guida no, per via dei toni, ma anche lei non capiva il mandarino di Beijing, troppo strano e veloce. Non conviene assolutamente comprar roba dai chioschi, la si paga il doppio del prezzo che si può trovare nei negozi/supermercati (超市), in realtà corrispondenti ai minimarket italiani. Poi beh se non ci vedete più dalla fame e sete e non avete una Fiesta..
Il Beihai Park è 5 volte più caro dell’altro, costa 10元 ma ne vale la pena, col suo laghetto grande interno e la possibilità di arrivar sino alla Pagoda Bianca (白塔) che non abbiam visitato perché vicino alla chiusura. Di sera dev’essere molto romantico e si può affittare pedalò a forma di paperella o di far un giro sulla barca dragone. Una cosa che mi ha colpito è stato un signore anziano che scriveva dei caratteri cinesi, non chiedetemi quali, con una sorta di bacchettona con una sorta di spugna al fondo. Fico. Un’altra cosa che mi ha colpito è stato il seguente divieto:
no-smocking-Beihai-ParkSembra un classico divieto di fumo, ma credo dimostri il livello di inglese cinese. Se non masticate l’inglese, c’è una C di troppo.

Finito il giro ci incamminiamo alla cieca verso un posto trovato nella guida e non si sa come ci troviamo dalle parti di Nanluoguxiang (南锣鼓巷), dove dopo molta indecisone mangiamo Hotpot, una sorta di fondue bourguignonne, ma non son rimasto soddisfatto come quello mangiato l’anno scorso. Troviamo poi l’hutong (vietta) famosa piena di locali con musica, karaoke, pub, ristoranti, junk food e negozietti. Stupenda a dir poco. Ma bisogna far attenzione a bici e motorini elettrici.

Apro una parentesi dato che non avevo parlato del primo impatto. In strada le macchine hanno precedenza su tutti anche dei bus ogni tanto, poi di sono i motorini o robe simili elettrici, bici, insetti vari e poi forse il pedone, ma deve pregare anche col verde di diventare come Giano, il bifronte romano per guardare in ambo le parti e non venir ucciso o peggio ancora subir i numerevoli e fastidiosissimi clacson. Altra cosa a cui bisogna star attenti, non solo in strada ma ovunque son le scraciate dei cinesi a terra, anche nei centri commerciali, dai più anziani ai giovani e raramente dalle donzelle. Ora, da italiano son abituato, faccio passare gli anziani qualche volta, ma ci son anche i bimbiminkia di oggi senza rispetto, ma in Cina si sente un rumore che il Sergente Jones di Scuola di Polizia passa per un principiante. Chiusa parentesi.

Ah ma domani dobbiamo alzarci presto per andar alla Grande Muraglia? Beh è tardino e oggi abbiam camminato tantissimo. Sulla Muraglia anche sarà tosta. Ok dai, altro giorno, domani ci riposiamo e poi andiamo da qualche parte. E sia.
Il giorno dopo siamo andati al Tempio del Paradiso (天坛), maestoso, bel posto anche questo ed allo stesso modo incasinato.
Temple of Heaven
La hk girl s’è pure arrabbiata perché mentre ero in posa sulla Pietra del Centro del Paradiso dell’Altare Circolare, una cinese mi è passata affianco spostandomi perché voleva star sopra anche lei.
Pietra del Centro del Paradiso dell'Altare CircolareOra io dico, sto facendo una foto da bravo giapponese, rispetta non solo me ma anche la fila che c’era dopo. Infatti hk le ha urlato contro qualcosa e io mi son girato. Vabbe, mi aveva avvertito che con la loro mentalità e cultura diversa persino da quella di Hong Kong sarebbe potuto succedere. Anzi, lei aveva pure paura dei cinesi, nel senso che son cattivi e tentano di fregarti. Ma io sono italiano, su!
Finito il giro nel parco del Tempio del Paradiso siam andati a Qianmen DaJie (前门大街), strada pedonale famosa per moda, cose locali e ristorantini. Qua a pranzo alle 4 pm ho provato un po’ di anatra alla Pechinese, ma nemmeno questa si avvicinava a quella dell’anno prima. E mi ero pure dimenticato che si mangiava dentro una sorta di ostia e con verdurine o salsa di soia. Ma era una porzione minuscola in prevenzione se fosse buona o meno. Io però avevo voglia di 烤鸭, Beijing Duck, soprattutto perché ero a Beijing! Camminando per la jie avevo visto la pubblicità di una gelateria ed incuriosito son andato a prendere un gelato e ho scambiato mezza parola con la commessa che sapeva un po d’italiano e poi col manager, per vedere se cercacano o come avevano aperto la gelateria. Il risultato è in franchising con una ditta che fa pure gusti mai sentita. Boh. A prezzi la Cina costa di più, anche dal cono/coppetta da singolo gusto. A quel prezzo noi ne abbiamo una media da 3 gusti! A meno che vada in centro a Torino, in quel caso stessi prezzi. Dopo aver camminato in altri hutong capisco che la mia compagnia avesse voluto vedere il tramonto dal Beihai Lake, ma ormai era troppo tardi. Ma da bravi trasgressivi ci siam andati lo stesso. Anzi abbiamo scoperto che è bello anche la sera, molto movimentato e pieno di locali con musica, pub e ristoranti. Giro per vedere tutti i locali e che facevano e anche qua ci son i buttadentro, dai vieni da noi, ti facciamo lo sconto, noi siamo i migliori, noi ti mettiamo vista lago, eh ma noi terrazza vista lago. NO GRAZIE! Ma mollatemi! Se voglio ci entro da solo, mamma le gambe me le ha fatte. Ceniamo in un ristorante con vista lago, una sorta di mix tedesco ed italiano fatti molto male, ma l’hamburger si salvava, comunque troppo caro. Decidiamo poi di farci un cocktail e abbiamo trovato il Reggae, con un gruppo che suonava dal vivo, bravissimi, il posto bellissimo e i cocktail costavano pochissimo, con 12€, circa 80 元, ci siam fatti 1 long island, 1 sex on the beach e 2 screwdriver, buoni per di più! Verso le 9.30 ci incamminiamo e a fortuna troviamo la fermata di un bus che ci lascia vicino “casa”. A letto presto oggi, domani ci aspetta la Great Wall di Badaling!
La sveglia è abbastanza presto, le 7, faccio colazione e poi destinazione Beijing North Railway via Zhiximen (西直门) per andar in treno. Ahia, il prossimo treno è sold out e per aspettare quello dopo conviene andar a prender il bus, vicino alla stazione dopo Jishuitan (积水潭), grazie gentilissima ^^ appena fuori troviamo le indicazioni per il bus 887 e 919 che portano alla muraglia. Attaccati ad un palo. C’è poca gente che aspetta, vuol dire che è partito da poco, nel giro di poco si forma una coda infinita, wow e noi siam fortunati perché sappiamo che riusciremo a prendere sicuramente quello dopo. Come al solito ci sono quelli che offrono soluzioni migliori e più rapide, ad un prezzo maggiore, ma noi ci fidiamo della guida, dice 12元 a persona, non 200. Fuck. Passa un’oretta abbondante, tutti i bus delle fermate vicino ma non i nostri. Boh. Magari son meno periodici. Dopo un bel po’ arriva un auto della polizia, scende un poliziotto e stacca il cartello con violenza, facendo segno segno di andar avanti. Siam stati truffati. Non sarebbe mai passato niente da là. E qualche povero impaziente ha pure pagato quasi 20 volte tanto. La massa inizia a correre e noi non siam da meno. Ci dirigiamo verso Deshengmen (德胜门) dove ci son una marea di 887 e 919 , loro capolinea. Troviamo un bus quasi pieno e ci intrufoliamo, la coda e il buon senso non esistono, pazienza. Ci siamo. Costa davvero 12元. Quindi attenzione alle truffe per la grande muraglia di Badaling!
Il bus ci mette un’ora e mezza per raggiungere Badaling, lungo il percorso ci siam addormentati, io di meno ed ho potuto amminare una porzione di muraglia che era sopra la nostra testa, nel senso che ci hanno scavato sotto per costruire la strada. A destinazione facciamo la coda immensa per prendere delle macchinette elettriche, divertenti per carità, ma non valevan la pena degli 80元 spesi e della coda fatta. Anche perché al ritorno abbiam constatato che la prima sezione, ovvero la Torre 4, era a solo 1 km di distanza. Noi abbiamo scelto andata e ritorno con quel mezzo, che ci può anche stare, è un’attrazione anche quella alla fine, ma me la sarei evitata visto anche il prezzo del biglietto. Inoltre se si prendono le cable car, si perdono le prime 3 torri.
Il biglietto invece costa 40元. Appena si entra c’è un posto dove gli orsi son liberi di girare e giocare, ma troppo mal tenuto, se si voglion lanciare le carote agli orsi bisogna pagare 5元 e quei poveri orsi son bersaglio dei simpatici scraciatori della manutenzione. Io dicevo agli orsi in italiano di ribellarsi, non sapendo l’orsese. Nella strada che porta al bivio tra camminare e macchinette è pieno di griglie e di salsicce e altre cose locali. Care. Se non avete cibo con voi o morite di fame, non fermatevi al primo, poco più avanti ce ne son di leggermente più economici.
Saliamo sulle macchinine che ci portano alla torre 4 e ciò che mi si mostra è a dir poco incredibile, davvero un’opera maestuosa dell’uomo che si estende per millemila km, magnifica, in mezzo alla natura poi!
Great Wall of BadalingNel tratto di Badaling si può percorrere fino alla torre numero 12, tra inclinazione ripida e “gradini” enormi non è proprio una scampagnata, bel dislivello anche. Ma credo sia tra le cose più belle artificiali che abbia mai visto sinora. Noi percorriamo fino alla torre 8 perché poi saremmo dovuti tornar indietro fino al punto di ritorno delle macchinine. Ps: a fine ottobre tirava un vento forte, conviene imbottirsi come si deve, anche perché è molto in alto. La via del ritorno è più divertente con le macchine anche se il tipo usava fin troppo il freno, ma c’era un bambino e pazienza. Tempo di riammirare gli orsi e prendiamo nuovamente il bus che ci riporta in un punto diverso dalla partenza e dato che non avevamo pranzato, se non con qualche wurstel grigliato o roba del genere, ci dirigiamo nuovamente a Gulou e troviamo il miglior posto dove mangiare dumpling a Beijing. E devo ammettere che erano buonissimi!
Era ancora prestino siam andati al Beihai Lake ad ammirare il tramonto, bellissimo e romantico.
Ultimo giorno, ci dirigiamo verso Dawanglu (大望路) perchè volevo andare a parlare con la scuola di cinese che avevo trovato su internet e per la quale avevo proposto la mia candidatura come stagista, ma niente da fare, avevano già uno stagista italiano e cercavano uno che sapesse fare e modificare foto e video. E io la grafica la odio, da buon ex programmatore informatico. Mi faccio dare ulteriori informazioni riguardo ai costi e stage in Cina, ma mancando i flush il sogno si interrompe. Ma mai dire mai. Finito andiamo verso Sanlitun (三里屯) altra zona della moda per ammirare uno dei tanti SOHO presenti a Beijing. Lì troviamo anche l’ufficio della compagnia telefonica che la mia girl andava cercando visto che aveva comprato ad HK una sim per sfruttarla in Cina. Siam rimasti senza internet. Eccome se serviva! Passeggiando ho adocchiato un ristorante pizzeria italiano con la scritta “chef e manager italiani”, ho deciso di andar a farmi sfruttare. No dai, a chiedere informazioni. Ho trovato un ragazzo 22enne che fa il pizzaiolo da quando ne aveva 14 e ha girato Miami, California e Venezuela, ora in Cina dietro la ragazza universitaria. Lo sapevo che ho sbagliato tutto. Quello è il vero lavoro che mi permette di girare il mondo. Rimango d’accordo oralmente col proprietario se avesse bisogno di qualcuno. Ma non sapendo fare il cameriere è difficile. Mai più sentiti. Là in zona c’era uno dei migliori, se non il migliore, ristorante che preparava la Beijing Duck. Attesa di 45 minuti e caro ma ne valeva la pena, eccome. Era a dir poco sublime. Ci hanno portato anche della frutta, da fuori sembravano delle mele in miniatura, ma dentro avevano una composizione diversa. E dopo una cosa liquida dal colore metallico, con sopra qualche noce o arachide grattuggiata. Sono ancora vivo e il Ferro nel sangue è aumentato.
iron manU mele in miniatura

 

 

Se qualcuno sa cosa ho mangiato potrebbe esser così cortese da dirmelo? 谢谢

Avevamo ancora del tempo di sera, perchè non andare al Beijing National Stadium? Non lo so, infatti ci siamo andati. Lo stadio costruito appositamente per Beijing 2006. Fighissimo.
Peccato solo che siamo arrivati troppo tardi e non tutte le attrazioni erano illuminate.
Beijing National StadiumGiorno del check out abbastanza tranquillo, alle 2 pm avevamo il treno veloce per Shanghai, 5 ore per 1500 km circa, ne sanno anche loro. Ah, prima di andar al binario e qui di salire sul treno, si fa la fila in attesa aprissero il gate per il controllo del biglietto. Come in Italia più o meno dai. Mi è piaciuta molto Beijing, un po’ troppo incasinata, pericolosa per strada e con la possibilità di veder quel disco luminoso in cielo che si chiama Sole ad occhio nudo, grazie ai km cubi di inquinamento.
Continua nella parte relativa a Shanghai.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s