trip #11: crociera Nuova Caledonia e Vanuatu

Sedetevi comodi e prendetevi 20 minuti di pausa dal lavoro, dalle miliardi di notifiche di facebook, dalle infinite email alle quali dovete rispondere e lasciate pure a scaricare il porno che tanto finisce da solo. Questa è stata la fase uno del progetto turista al quale sono stato sottoposto. Si fanno i soliti 1440 km che ci portano da Adelaide a Sydney con una sosta a dormire un paio d’ore nel pieno dell’inverno australiano. Anche se si crede faccia sempre caldo, provate voi a dormire in macchina in due in una stazione di servizio in mezzo al nulla. Ah, il commesso dentro il negozio ha detto che siamo stati folli in quanto siamo scesi a 4°C. Anche la notte dopo i nostri eroi la passano in macchina dopo aver rivisto gli amici del lavoro. Il mattino seguente si lascia la macchina in garage per 12 giorni e ci si imbarca sulla P&O Pearl per la crociera in 5 isole tra Nuova Caledonia e Vanuatu. Il percorso originale prevedeva Isle Of Pines (Nuova Caledonia) e Mistery Island, Port Vila, Wala e Espiritu Santo (Vanuatu). Il perchè ho sottolineato originale lo capirete dopo.
La partenza è stata carina, si fanno un pò i buffoni per vincere lo champagne, ma nulla da fare, si ripiega sul cocktail di partenza e via. Purtroppo non ricordo le serate in ordine cronologico ma non importa. La nota negativa per eccellenza, purtroppo, è che il secondo e il penultimo giorno di navigazione, quelli in oceano aperto, siamo stati male. Per restare nel tema negativo c’è da dire che era una crociera per anziani, pochissimi i giovani, ma ce la siamo cavata senza troppi fronzoli. Si, la crociera per gli universitari era una settimana dopo in quanto in vacanza quando la nostra crociera era a metà. Damn. In procinto di sbarcare ad Isle of Pines decidiamo di prenotare due tour, il primo proprio nell’isola caledone vedendo il Natural Aquarium e la seconda facendo un giro su Pele Island, nella capitale vanuatese Port Vila. Non ha nulla a che vedere con il fenomeno carioca. O almeno credo.

Island # 1 – Isle of Pines – Nuova Caledonia
Non ci crederete mai, ma l’isola del territorio francese è piena di pini. Eh già. Ma devo dire che era bellissima. Un bus ci aspettava per raggiungere l’acquario naturale, al termine una camminatina ci ha portato nel posto più bello che abbia mai visto. Una roccia enorme in lontananza dalla riva segnalava le rapide che portavano verso l’Oceano. L’acqua di un cristallino incredibile.

Natural Aquarium Isle of Pines

Natural Aquarium Isle of Pines

Natural Aquarium Rock Isle of Pines

Natural Aquarium Rock Isle of Pines

Prima di rientrare abbiamo mangiato frutta locale della quale non ricordo il nome, oltre all’ananas, cocco e limoni e una strana bevanda dolce. Al ritorno un pò di relax in spiaggia e via, nuovamente sulla barchetta.

Island # 2 – Mistery Island – Vanuatu
Purtroppo non so come sia, ma la popolazione è veramente 0. Non c’è niente e nessuno là attorno. Sarebbe stato fichissimo!! Ma qualcuno è stato male e siamo dovuti andare vicino alla capitale caledone Noumea e far sbarcare i soccorsi, il giorno seguente quindi siamo andati a Lifou. Permettemi dunque una correzione.
Island # 2 – Lifou – Nuova Caledonia
Isola tranquilla e carina, ci siamo fatti un’infinita passeggiata per trovare la spiaggia adatta ma alla fine solamente foto, in quanto la spiaggia adatta era subito vicino a dove eravamo salpati con il tender. Ah, mi son bevuto il succo di cocco. Era verde però. E il succo alla lunga mi stava nauseando. Ma buonissimo nei primi minuti.

Island # 3 – Port Vila – Vanuatu
Ed eccoci sbarcati nella capitale vanuatense, qui io e il mio compagni di viaggi avevamo prenotato un tour a Pele Island. Tempo che ci chiamano, ci fanno salire su un pulmino con altre N persone, dove 6<= N <=8. Ok, so che sembra un fallo. Ma per favore, facciamo le persone serie. Chiarito ciò, dopo soli 45 minuti di pulmino e 25 di motoscafo i nostri eroi sbarcano nell’isola de O Rei Pele. Giro nell’isoletta tranquilla dove la tecnologia non esiste, tranne quella che noi portiamo là.

Pele Island Vanuatu

Pele Island Vanuatu

Ci vengono fornite due opzioni: snorkelling o relax in spiaggia. Se avete creduto che io potessi far snorkelling, avete sbagliato. Relax assoluto e chiacchiere con un altro ospite della crociera e con la guida vanuatese. E meno male anche. Al ritorno il mio amico mi ha raccontato com’era l’esperienza. Di solito snorkelling lo si fa poco lontani dalla riva per poter ammirare il fondale marino. Ma là no, con il motoscafo li hanno portati lontani qualche km e li hanno lasciati là in balia delle onde. Il panorama però è stato incredibile ed il più bello che abbia mai visto ed era un peccato che non aveva una macchina fotografica subacquea. Pranzo e le 6 orette di tour finiscono e ci concediamo qualche souvenir prima di risalire abbastanza presto in nave.

Island # 4 – Wala – Vanuatu
Credo l’isola più piccola e brutta che abbiamo mai visto (la minuscola doveva esser Mistery Island). Bambini ed aborigeni ogni tre per due che cercavano di far soldi, tra capelli, massaggi, foto e quant’altro. Noi abbiamo lasciato qualche $ per la pentola dei cannibali. Troppo carina. Facciamo camminate lunghe a vuoto, ci arrampichiamo verso il Notre Dame de Lourdes. Si, dato che sono ultra religiosi ne hanno fondate 2 in 1. Dopo 2 ore che eravamo scesi siamo tornati in nave.

Island # 5 – Espiritu Santo – Vanuatu
O Luganville per gli amici. Qui non siamo riusciti a prenotare nulla ma ce li siamo fatti per i fatti nostri. Con 50AU$ a testa abbiamo prenotato un taxi che ci ha portato a vedere i relitti della WWII e The Blue Hole, una sorgente di acqua così blu incredibile. Rimasto con tutti gli orifizi aperti. Si, anche le narici. Io non mi son tuffato ma gli altri hanno detto che era profonda e così blu che non si capiva quanto lo fosse.

Blue Hole Santo Vanuatu

Blue Hole Santo Vanuatu

Dall’altra parte del buco c’era una corda appesa agli alberi che i locali usano per divertirsi ma nessuno dei turisti si è lanciato. Solo un ragazzo ha cercato di arrampicarsi ma ha ceduto dopo poco. Qualcuno ha messo in giro la voce, malfondata, che c’era un coccodrillo. Ma io non lo so, sti italiani!
Ah non vi avevo ancora detto che eravamo gli unici? Ops. Tranne il capitano, la sua incredibile pronuncia piemontinglese e qualcuno della flotta. Ma torniamo al nostro tour.
Il posto migliore che abbiamo visitato durante la crociera, che scalza dunque il Natural Aquarium della prima isola. Ho visto cose che voi umani non potete nemmeno immaginare.

Blue Hole Santo

Blue Hole Santo

Una volta al rientro sulla nave, se si poteva si faceva palestra. Ebbene si, anche io correvo dai 45 ai 60 minuti sul tapis roulant. Anche se l’oceano era mosso e le onde mi sbattevano fuori la nave. Tempo di farsi la doccia e di vedere un pò di tv e via a cena, nel nostro solito ristorante, solito posto, solito cameriere. Tranne i primi due giorni che eravamo a randon e la prima sera ci era capitata una giovane coppia australiana troppo simpatica. E una volta abbiamo cenato con la mamma e la ricca. Conosciute in una delle tante serate a tema ballando. Scopriamo più avanti che quella con la quale ho ballato io è ricca ed è la proprietaria di una multinazionale. Buono a sapersi. La sua amica invece era una cougar e ci ha adottato per la crociera. Grosse risate e promesse di sponsor. Va bene che in vino veritas, ma il giorno dopo ha detto che giustamente non ci conosceva e non poteva, ma che ci poteva aiutare a trovare un lavoro. Ottimo così. Oltre al tema western, ci sono stati quello pirata, quello ultra elegante (che a me ovviamente non piaceva) e qualcosa che non ricordo. Ma il corpo da ballo e le varie hostess dello staff si. Quasi tutte anglosassoni e fighe simpaticissime. Ovviamente c’è voluto davvero pochissimo per far sì che diventassimo i beniamini e i più amati della crociera. Tutti ci riconoscevano. Ehi, ma voi siete gli italiani. Ehi ma te sei quello che ama ballare. Già, perchè una sera c’era un gioco di trova l’anima gemella. Figuramoci se potevo rinunciare, a patto che anche il mio amico giocasse. Mancavano due nomi, perfetto. Io vengo chiamato insieme ad altri due e c’è una donna che doveva decidere in base alle nostre risposte. Le mie erano tutte basate sul ballare e sulla musica, anche quelle piccanti. Alla fine su 5 domande le mie risposte non sono andate bene ma erano le più comiche e tutti ridevano!!😀 finisce il mio turno e chiamano 3 donne e il mio amico viene bendato (come la donna di prima) e tocca a lui scegliere. Anche se in italiano gli davo le risposte, ha scelto alla fine la donna più brutta, nè la kiwi che ci volevano frequentare nè la più carina. Bah.
Ogni serata finiva quasi sempre a ballare, dove c’era musica per giovani, all’ultimo piano della nave dove anche là io e il mio amico facevamo furore. Più lui e le sue piroette. Ma anche gli altri maschi ne sapevano qualcuna. Le tipe no comment. Se ne salvava una sola ma era str*nza. L’asterisco è una O, sostituite pure.
Che dire. Oltre al relax, dato che dormivo molto, all’esercizio fisico, alle mangiate incredibili, alle serate, ai tuor, ai posti visitati, alla gente e ai cocktail in compagnia, non aggiungo altro. Certo, un pò più di presenza giovanile non sarebbe guastata, ma è stata una bellissima esperienza. Tornare a Sydney e rivedere prima l’Opera House e poi la gente che scala l’Harbour Bridge non aveva prezzo. Nemmeno le miliardi di notifiche di whatsapp e facebook.

Voto: 10-. Incredibile e da fare almeno una volta nella vita.

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