i miei piani oceanici

Da poco tornato in Italia dopo 10 incredibili mesi (e 3 settimane) a Londra e già mi vedo di nuovo fuori dall’Italia. Non ce la faccio proprio a stare qui una volta che la mia faccia ha sbattuto prepotentemente con la realtà anglosassone. Non riesco proprio. Qui vedo facce tristi, che si lamentano solamente e che pensano tutta la vita ai SE e ai MA. Ma non fanno nulla per cambiare la loro situazione. Gli amici man mano che li saluto mi ripetono il sempre e solito “beato te che te ne vai”, “hai coraggio/ci vogliono le palle per andarsene” ai quali rispondo “fidati che hai più palle te a restare in sto posto”. L’unica vera cosa che mi “mancava” dell’Italia, oltre alla famiglia e agli amici chiaramente, era il cibo. Ma questo perchè sono il peggior italiano ai fornelli. Infatti i miei pranzi/cene erano latte&cereali o toast. Semplici, veloci ed indolori.
Ho deciso di salutare gli amici sparsi in tutta Italia, di infanzia, di scuola, delle vacanze, di lavoro e amici conosciuti a Londra. Mi aspettano anche Roma e Firenze che non ho mai visitato in 23 anni in Italia. Emozionato.
Sarà perchè ho intenzione di tornare in Italia tra 2 o 4 anni. 2 anni in Australia, presupponendo di rinnovare il visto facendo i famosissimi 88 giorni di specified work in regional Australia. Se ottengo un visto migliore, quale sponsor o skilled (sarà difficilissimo) posso permettermi di tornare. Altrimenti approfitto del Working Holiday Scheme della Nuova Zelanda per poter stare un anno là e in caso di tornare in Australia come studente.
Quindi ho il mio piano A e, come alternative ed in cascata, ne ho fino a quello D. Si perchè non si può mai sapere dall’altra parte del mondo cosa può succedere. Io parto determinato. Il mio lo metto. Poi sarà l’Australia, il fattore C e tutte quante le variabili del caso a fornirmi l’equazione da risolvere. So che in Australia è tutto così rapido ed imprevisto. Essendo 2 anni almeno che mi informo so di gente che un giorno lavora come fattorino e il giorno dopo si ritrova a spasso o trova altri 2 lavori, cambiando anche mansioni. Non mi spaventa tutto ciò. Credo che Londra sia stato un ottimo trampolino, sia linguistico che mentale. I’m ready. Australia, I’m coming.

Come puro schema mentale da rivedere in futuro, leggendoli in sequenza se non ottengo visti che mi permettano di rimanere a lungo in Australia:
Plan A : primo anno in Australia con il WHV
Plan B : secondo anno in Australia con il WHV, previo rinnovo
Plan C : anno in Nuova Zelanda con il WHS
Plan D : anno in Australia con Student Visa

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